📢 Pubblicata la nuova UNI 11224:2026
La sicurezza di un impianto di rivelazione incendio non si esaurisce con la sua corretta progettazione e installazione. Per garantire nel tempo le prestazioni previste dal progetto è necessario gestire il sistema durante tutto il suo ciclo di vita, attraverso controlli, manutenzione e verifiche periodiche adeguate alla tecnologia installata e alle condizioni dell'impianto.
È in questo contesto che si inserisce la nuova UNI 11224:2026, che disciplina il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi automatici di rivelazione e allarme incendio (IRAI). Pubblicata il 9 luglio 2026, la nuova norma sostituisce l'edizione 2019 e tiene conto dell'evoluzione tecnologica del settore, dell'esperienza maturata sul campo e del quadro legislativo introdotto dal D.M. 1° settembre 2021 – Decreto Controlli.
Il focus si sposta quindi sempre più dalla sola conformità iniziale alla capacità del sistema di mantenere nel tempo le prestazioni richieste, attraverso una manutenzione documentata, tecnicamente qualificata e coerente con l'evoluzione dell'impianto.
🔎 Le principali novità
🔸 La manutenzione considera il ciclo di vita dell'impianto
La pianificazione degli interventi non si basa più soltanto sulle periodicità temporali, ma considera anche l'anzianità del sistema, l'obsolescenza dei dispositivi e la disponibilità dei ricambi. La nuova norma introduce inoltre criteri più strutturati per determinare la percentuale di dispositivi da sottoporre a controllo, in funzione dell'età dell'impianto.
🔸 Procedure e check-list aggiornate
Le procedure di controllo e manutenzione sono state aggiornate con indicazioni più dettagliate per le diverse tecnologie di rivelazione, tra cui rivelatori puntiformi, lineari, di fiamma, sistemi ad aspirazione (ASD) e dispositivi radio.
🔸 Eliminata la prova reale sui rivelatori
Nella verifica generale non è più previsto l'innesco di focolari tipo. Per i rivelatori automatici di fumo e di fiamma, la nuova norma prevede la revisione presso il costruttore oppure la sostituzione del dispositivo.
🔸 Da 6 a 3 anni per completare la verifica generale
Per gli impianti che hanno raggiunto il ciclo di vita previsto, il periodo massimo per completare gli interventi previsti dalla verifica generale viene ridotto da 6 a 3 anni, rendendo ancora più importante una pianificazione puntuale delle attività.
🔸 Il manutentore deve essere qualificato
La nuova norma si inserisce nel quadro definito dal D.M. 1° settembre 2021 e consolida il ruolo del Tecnico Manutentore Qualificato, in coerenza con la UNI 11744. La competenza professionale deve quindi essere verificata e accompagnata dalla corretta documentazione delle attività svolte.
⚠️ Una manutenzione sempre più tecnica e documentata
La nuova UNI 11224:2026 conferma un principio fondamentale: la sicurezza di un impianto IRAI non dipende soltanto dalla sua corretta progettazione e installazione, ma dalla capacità di mantenere nel tempo le prestazioni previste.
Per questo assumono sempre maggiore importanza:
- la pianificazione delle attività;
- la conoscenza dell'età e dello stato dell'impianto;
- la valutazione dell'obsolescenza dei dispositivi;
- la verifica delle linee e dei collegamenti;
- la tracciabilità degli interventi;
- la qualificazione del personale incaricato della manutenzione.
La responsabilità di mantenere in efficienza il sistema resta in capo al responsabile dell'attività, ovvero al datore di lavoro o alla persona da lui delegata, che deve garantire che i controlli e la manutenzione siano eseguiti secondo la normativa vigente e da personale qualificato.

Cavi e linee: la nuova norma non impone una sostituzione automatica
Un aspetto particolarmente importante riguarda i cavi degli impianti IRAI.
La UNI 11224:2026 non introduce una scadenza anagrafica dei cavi e non impone la loro sostituzione automatica al raggiungimento di una determinata età.
Le linee devono però essere verificate per accertarne l'idoneità e la capacità di continuare a garantire il corretto funzionamento del sistema. Le verifiche possono riguardare, tra gli altri aspetti:
- la corrispondenza con il progetto e la documentazione as built;
- l'identificazione dei circuiti e delle cassette;
- la corretta esecuzione di collegamenti, giunzioni e morsetti;
- la continuità e l'isolamento degli schermi;
- la corretta messa a terra;
- l'assenza di danneggiamenti, condensa o anomalie;
- la compatibilità dei parametri trasmissivi.
Particolare attenzione è necessaria in caso di sostituzione della centrale: anche quando i dispositivi esistenti risultano compatibili con la nuova apparecchiatura, è necessario verificare che le linee preesistenti siano compatibili con i nuovi parametri trasmissivi.
In sintesi: un cavo non si sostituisce semplicemente perché è vecchio, ma quando le verifiche tecniche dimostrano che non è più idoneo, affidabile o coerente con il sistema.
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